Pubblicato da: juliette1804 | novembre 15, 2006

Silvia Pagnoncelli e il gruppo dei Praeludium

 Silvia Pagnoncelli

 

Airflows

 

I don’t demand great spaces to love you

but only lean airflows

once free

and now our prisoners

(prisoners) of these walls wet of innocence.

 

In this bed

soft of omens,

our bodies become a meat node

perfectly embedded in the dusk.

 

Faints of dawn

that your eyes

take on loan from the sky.

 

Ancient restlessness ices

assassinated from your incandescent thread.

 

I don’t demand great spaces to love you

but only lean airflows

through which swam the present

the present which you refusal and throw to me 

the present which you receive

(the present) which you collect

donating your comb of shivers.

 

Correnti d’aria

Non esigo grandi spazi per amarti
ma solo snelle correnti d’aria
un tempo libere
e ora
prigioniere di noi
di queste mura madide d’innocenza.

In questo letto
morbido di profezie,
i nostri corpi diventano un nodo di carne
perfettamente incastrato nell’oscurità.

Svenimenti d’alba
che i tuoi occhi
prendono in prestito dal cielo.

Antico gelo d’inquietudine
assassinato dal tuo filo incandescente.

Non esigo grandi spazi per amarti
ma solo snelle correnti d’aria
attraverso le quali nuoti il presente
il presente che rifiuti e che mi vomiti addosso,
il presente che accogli
che raccogli
donandomi il tuo pettine di brividi.


biography

Silvia Pagnoncelli was born in Bergamo in 1976.

She published: “Poesie dell’età maledetta” (Ragusa, Libroitaliano, 1996): “Oscar” (Melegnano, Montedit, 2002), “Chaos” (Bergamo, Praeludium, 2004).

 

Biografia

Silvia Pagnoncelli è nata a Bergamo nel 1976.

Ha pubblicato una raccolta di poesia: “Poesie dell’età maledetta” (Ragusa, Libroitaliano, 1996); e due testi teatrali: “Oscar” (Melegnano, Montedit, 2002), “Chaos” (Bergamo, Praeludium, 2004).

 

PRAELUDIUM

The Praeludium, was born, like artistic and poetic group, in the evening of a cold January of 2004. It knows the precious element of the spirit, called poetry, in a position to imposing lines guides for the culture, the language, the ideas. Nobody can renounce to the precious element, even if he apparently ignores it. I explain myself: to be able to renounce to the poetry is like to being able to renounce to the beauty. Perhaps to all, sooner or later, understood to meet the beauty, therefore like to all, sooner or later, understood to meet the poetry, with the risk to fall and to made (became) badly, scared from the unknow matter defined  poetry, but, just in the moment that the fall precedes, here to appear the five young poets who illuminate the matter allowing to all to breathe it, because, as he supports Rocco Turlione, a member of the group, “and’ too much comfortable to be in the ivory towers and (to) not put a question of increasing the public of the poetry, without mortify the contents “. The poetry slips inside of originates woven them novellistic, created from the same group, generating a kind of magic. Words that run after images and reciprocal, sounds that penetrate the mind regenerating it, vibrations of immense, to carry the poetry beyond the surface of the imaginable… No dull attempt to make an exhibition of the poetic text to attract the public, but a lead continuous search around the "magma" of  verses called poetry

 

Il progetto letterario dei PRAELUDIUM

I Praeludium, gruppo poetico artistico nato nella sera di un freddo Gennaio del 2004, conosce bene il prezioso
elemento dell’anima chiamato poesia, in grado d’imporre linee guida per la cultura, la lingua, le idee. Nessun essere umano può fare a meno del prezioso elemento, anche se apparentemente lo ignora. Mi spiego: poter fare a mano della poesia è come poter fare a meno della bellezza. A tutti, prima o poi, capita d’inciampare nella bellezza, così come a tutti, prima o poi, capita d’inciampare nella poesia, inciampare con il rischio di cadere e farsi male, spaventati forse dall’ignota materia definita poesia, ma proprio nell’istante che precede la caduta, ecco apparire i cinque giovani poeti che illuminano la materia permettendo a tutti di respirarla, perché, come sostiene Rocco Turlione, un componente del gruppo, “ E’ troppo comodo starsene nelle torri d’avorio e non porsi il problema di come allargare il pubblico della poesia senza mortificare i contenuti “.  La poesia scivola all’interno di un originale tessuto narrativo creato dallo stesso gruppo, generando una sorta di magia. Parole che rincorrono immagini e viceversa, suoni che penetrano la mente rigenerandola, vibrazioni d’immenso, portare la poesia oltre la superficie dell’immaginabile…  Nessun insulso tentativo di spettacolarizzare il testo poetico per attirare il pubblico, ma una ricerca continua condotta attorno al magma palpitante di versi il cui nome è poesia.
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