Pubblicato da: juliette1804 | gennaio 27, 2007

Giornata della Memoria

UNA POESIA E TRE RIFLESSIONI PER UNA GIORNATA IMPORTANTE…
 
UNA POESIA DI PRIMO LEVI:
 
Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per un pezzo di pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

 
IL MIO ARTICOLO PER RADIO NUOVA MACERATA:
Il 27 gennaio mostre, letture, proiezioni di film caratterizzano in tutta Italia la Giornata della Memoria.
Una giornata in cui viene ricordato lo sterminio degli ebrei nel corso della seconda guerra mondiale, un evento tragico, di cui gli Italiani si sono resi responsabili sia per l’emanazione nel 1938 delle leggi razziali sia per la collaborazione data ai tedeschi durante la guerra nella deportazione degli ebrei.
E’ giusto dunque ricordare quanto accaduto per la sua gravità, la sua estensione, la sua portata storica e forse anche per quell’inquietante
interrogativo, a cui, ancora oggi, è difficile dare una risposta: "Come è stato possibile che nazioni colte e civili abbiano prodotto consapevolmente un simile massacro?"
Sarebbe anche giusto, tuttavia, non dimenticare tutte le altre popolazioni che sono state nel corso del ‘900 perseguitate e deportate, dagli armeni ai curdi, fino ai recenti massacri, avvenuti appena quindici anni fa nell’Ex Jugoslavia, con le cosiddette "pulizie etniche".
 
UNA RIFLESSIONE DELLA SCRITTRICE TORINESE MARIATERESA BIASION MARTINELLI:
Cara Cristina, la giornata della memoria è importantissima, per ricordare ciò che è accaduto, e per cercare di far sì che non accada più.
Come sai. c’è già chi tenta di negare l’olocausto, chi fa di tutto per occultare, sono cose incredibili, come si può negare ciò che hanno vissuto tante persone, quelle che sono tornate non erano certo più le stesse, come Primo Levi, esempio fra i più eclatanti, am non unico, chi tornava, ed ho letto parecchi libri autobiografici in proposito, sia per dimenticare, senza riuscirci, sia per timore di non essere creduto, tanto era l’orrore vissuto, ha taciuto pr anni, tenendo in sè tanta umiliazione, da non poterla condivere con nessuno, neppure attraverso il racconto.
Così come le vittime delle violenze, spesso le nascondono, sentendosi anche colpevoli, così, in maniera esponenziale, è accaduto alle vittime dell’olocausto, che sono riuscite a tornare, non essendo, però più le stesse, quasi sentendosi in colpa per essersi salvate, mentre i loro cari, gli amici, i compagni di sventura erano morti.
E’ giustissima la giornata della memoria, purtroppo, molto presto, anche i sopravvissuti, per l’età, se ne andranno e, se non si gettano le basi per ricordare, ora, che sono fra noi, si dimenticherà più di quanto non sia stato già fatto. E’ì vero che molti chiusero gli occhi, davanti alle famigerate leggi razziali, ma altri rischiarono la vita per salvare gli ebrei enon soltanto, percè, seppure in numero inferiore, vennero sterminate altre minoranze, zingari, omosessuali, oppositori politici, poi non vennero trattati bene neppure i ns italiani, fatti prigionieri dopo l’8 settembre, anche se non alla stregua degli ebrei.
E’ giusto ciò che dici su tutti gli altri massacri, che dobbiamo ricordare,(sono d’accordo con Sashinka), magari con altre giornate della memoria, ma ciò non esclude che ricordiamo in particolare la Shoa, inoltre, se non si fosse cercato, sempre, di occultare il male fatto dall’uomo, contro il fratello, forse massacri recenti si sarebbero potuti evitare, proprio intervenendo, ma anche ricordando.
E’ vero che la storia non impara dai suoi errori, ma la storia è fatta dall’uomo e l’uomo deve non dimenticare, per non ricadere. Perciò ricordiamo e rispettiamo coloro che sono tornati, ma che non erano più esseri umani, come prima.
Conosco bene la poesia di Levi, ed anche la sua storia, il suo suicidio è stato, forse, il non poter più vivere e sopportare di essere sopravvissuto al campo si sterminio.
Ciao ed un abbraccio e continua a diffondere il tuo pensiero, anzi continuiamo tutti, nel ns piccolo, a diffondere idee di pace.
Mariateresa
 
UNA RIFLESSIONE DELLA SCRITTRICE ITALO-IRANIANA SASHINKA GORGUINPOUR:
Cara Cristina, sono convinta che anche le altre popolazioni siano state sempre ricordate in questa giornata della memoria, ma che ci sia una
problematica polemica intorno a quegli anni deplorevoli. Ti  ho mandato la poesia di Primo Levi perché, oltre a essere molto toccante, porta con sé il ricordo di un uomo che, anche in virtù di certe polemiche, ha concluso la sua vita buttandosi dalla finestra. Secondo me è semplicemente il caso di ricordare lo sterminio affinché gli uomini non ripetano simili gesti.
Qualcuno potrà obiettarmi che in Palestina stanno succedendo cose analoghe. Sì, è vero. Ma cosa c’entra? Anche a Guantanamo, in Iran, in Afganistan e in chissà quanti altri paesi di questa nostra "Pacha mama" (madre terra) succedono "piccoli" e "grandi" massacri. L’unica via è non smettere di ricordare. Chi dimentica il passato, diceva qualcuno, è costretto a riviverlo. Ciao, baci, Sashi.
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