Pubblicato da: juliette1804 | novembre 10, 2008

Nuove recensioni

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Avevo già letto altri due libri di Cristina Contilli, entrambi alimentati dalla sua passione di studiosa innamorata dell’Ottocento risorgimentale, e in particolare della Milano dei salotti letterari e dei circoli dei patrioti, alla Silvio Pellico per intendersi: libri che comunque ghermivano questa materia per riplasmarla in intreccio narrativo, più o meno dalle parti del romanzo di interni, di affetti e passioni che si fanno protagonisti pur dentro la cornice della grande “rivoluzione” italiana.
In questo libro, che in realtà raccoglie diversi testi legati fra di loro dalla presenza degli stessi protagonisti, mi pare che il cammino sia inverso. Dalla narrazione alla storia, piuttosto che il contrario. Qui siamo davvero sul solido terreno del romanzo, dell’intreccio a cui non manca niente di quello che ci si aspetterebbe da un bel libro di cappa e spada ottocentesco – duelli, congiure, prigioni, evasioni, battaglie, locali malfamati – ma a cui si aggiungono anche diverse situazioni che solo una spregiudicata sensibilità moderna consente di far vivere senza forzature, senza ipocrisie. E allora, ecco che ci sono anche corpi che si mescolano per darsi piacere, corpi che si vendono, tradimenti e unioni che potevano fare scandalo anche nella Francia di Napoleone. Perché è questa l’ambientazione scelta da Cristina Contilli, la Francia dei primi dell’Ottocento, appena uscita dal bagno di sangue della Rivoluzione, la Francia che con Napoleone sprigiona una sorprendente capacità di resistere ai tentativi di restaurazione e agli eserciti di tutta Europa.

Romanzo, ma romanzo che niente toglie alla storia. Romanzo che è fedele alla storia, persino nei tanti personaggi che popolano le sue pagine e di cui sono disponibili ritratti e indicazioni bibliografiche. E anche storia raccontata, naturalmente, ma senza che questo rallenti di un istante uno stile tutto imperniato nella sveltezza dei dialoghi, poco o niente appesantito da descrizioni, da “fuori campo”. Potrà piacere o meno, ma da tutti dovrebbe essere accolta come una strada alternativa a tanta narrativa italiana che vive solo di presente.

PAOLO CIAMPI da: http://www.anobii.com/books/Alain_e_Juliette._Una_storia_damore_nella_francia_dellepoca_napoleonica/01fb8d0978711a6fcc/

“Il porto di Calais: amori, cospirazioni e duelli nella Francia del 1804”, Carta e Penna Editore, è un romanzo storico scritto dalla prolifica Cristina Contilli, autrice di numerose altre storie.
Questo veloce libricino è, come recita il sottotitolo, “una ricostruzione romanzata del fallito colpo di stato contro Napoleone del 1804”.
In realtà Napoleone, però, non compare mai in queste pagine, che descrivono la vicenda dal punto di vista dei cospiratori. Anzi, a dir il vero, dal punto di vista del Conte Alain De Soissons, un personaggio storico che non fu mai accusato di aver partecipato alla congiura, ma imparentato con l’organizzatore presunto, il Duca D’Enghien. L’autrice immagina che il Duca D’Enghien fosse realmente innocente, come proclamò fino alla fine, ma che fosse stato arrestato per errore al posto del Conte De Soissons, protagonista principale di questo breve romanzo.
Si respira dunque qui, soprattutto un grande amore per la Storia e il desiderio di scrutarne e approfondirne le possibili alternative, con un piglio quasi ucronico nell’approccio, anche se non nel risultato, giacché Contilli interpreta la Storia a modo suo, approfittando dei vuoti informativi che questa sempre offre, ma non cerca di ridisegnarne gli sviluppi come fanno, invece, gli autori di allostorie.
Bisogna dire comunque che la cospirazione anti-napoleaonica pare quasi un pretesto per parlare d’altro (“amori, cospirazioni e duelli”, appunto), per descrivere personaggi e farli recitare davanti ai nostri occhi. Incontriamo allora figure come la conturbante figlia del Marchese De Sade, giovanissima prostituta, o come una certa Christine Leydet, una donna giunta incredibilmente ai più altri gradi dell’esercito, cosa che credevo inventata dall’autrice ma che, a quanto pare, è realmente avvenuta.
Certo meno di cinquanta pagine per raccontare un simile spaccato di vicende francesi, in un momento tanto delicato per l’intera Europa, paiono un po’ poche e a volte si sarebbe desiderato che l’autrice si fosse soffermata maggiormente a descriverci duelli e battaglie o amori, che invece scivolano via veloci.
Importante e apprezzabile il lavoro di documentazione storica.

CARLO MENZINGER da:

   

 

 

 

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  1. http://www.perfettodifettoso.wordpress.com


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