Pubblicato da: juliette1804 | dicembre 31, 2010

Una piccola anticipazione del libro che sto scrivendo con Laura Gay…

MARGHERITA, LA MIA “FORNARINA”, BUONA COME IL PANE, APPENA SFORNATO…

Roma, 1519

Dante diceva che “sa di sale lo pane altrui” e io ho scoperto per esperienza personale che il grande poeta fiorentino non si sbagliava, da quando mi sono trasferito da Urbino a Roma, per lavorare alla corte papale e, benché sua Santità non mi abbia mai fatto in questi anni mancare nulla, neppure il pane bianco che mangiano soltanto le persone benestanti, io ho, tuttavia, sempre l’impressione che il pane, che mi elargisce generosamente il papa alla sua mensa, sappia di sale.
Per questo, un giorno, mentre giravo per Roma e osservavo le persone intorno a me alla ricerca di volti interessanti da disegnare, ho notato l’insegna di un fornaio e ho deciso istintivamente di entrare.
Non avrei certo immaginato che in quel luogo avrei trovato la mia musa, una giovane dalle forme morbide che si chiama Margherita e che profuma di buono, come il pane che sfornava e vendeva nella bottega del padre.
Una donna che ha due seni da assaporare e mordere, con due bottoncini simili a quelli delle rosette, fragranti, appena uscite dal caldo di un forno.
E, così, nonostante suo padre si sia sentito allo stesso tempo e spaventato e lusingato dalla mia proposta, gli ho portato via la sua Margherita, per trasformarla nella donna che ha posato per i miei dipinti.
E, anche se su questo secondo aspetto suo padre ha chiuso malvolentieri un occhio o per meglio dire entrambi gli occhi, Margherita è diventata non solo il volto delle mie Madonne, ma anche la causa dei miei peccati, perché, non posso fare a meno, ogni volta che siamo soli e intenti a lavorare, di sfilarle gli abiti di dosso e di assaporare la sua pelle e la sua femminilità.
Dicono che la mia Margherita, prima di conoscermi non fosse la fornarina ingenua e priva di esperienza con gli uomini, che io voglio credere e che sia per colpa sua che le mie condizioni di salute negli ultimi tempi stiano peggiorando, ma tutte queste persone, che fanno chiacchiere e supposizioni, ignorano la gioia che lei ha saputo donarmi e la dolcezza che mette nel pendere nella sua bocca il mio sesso.
Quando la mia Margherita mi prende così, io chiudo gli occhi e assaporo lentamente il piacere che lei sa donarmi, fino a dimenticarmi di tutto, anche del papa, delle sue committenze e delle sue pretese che sono (almeno credo) la vera ragione della mia stanchezza, di cui qualche malevolo vorrebbe, invece, incolpare la mia dolce Margherita.

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