Pubblicato da: juliette1804 | novembre 24, 2013

Ci sto lavorando… presto i miei disegni e quadri on line…


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Dopo una pausa di 5 anni circa ho ricominciato a disegnare e dipingere (forse dipingere è una parola impegnativa)…

sto seguendo comunque un corso di pittura e sto lavorando ad un progetto intitolato “Il colore e la passione: un omaggio alle pittrici impressioniste”

Per ora posto questo esempio di decoupage dipinto

Il resto lo potete trovare per il momento al seguente link:

http://www.pittoriequadri.it/thumbnails-lastupby-1732.html

http://www.youscribe.com/catalogue/livres/art-musique-et-cinema/beaux-arts/camille-claudel-entre-art-et-amour-traduction-de-piera-fiammenghi-2325081

camilleconfirma

Questa pubblicazione d’arte sintetica, ma curata nei dettagli mette a confronto foto e ritratti per vedere quanto della foto sia passato senza significative varianti poi nei quadri e quanto c’è stato invece di rielaborazione nel confronto tra queste due forme d’arte (fotografia e pittura che dagli anni ’60 dell’800 iniziano a confrontarsi, arricchirsi a vicenda e, talvolta, anche entrare in competizione tra loro). Per esempio, nel caso della pittrice Marie Adrien Lavieille c’è una corrispondenza quasi perfetta di impostazione e di stile tra il suo cdv photo e il suo autoritratto, mentre nel caso della pittrice impressionista Berthe Morisot si nota l’intenso lavorio di Edouard Manet dove rispetto alla foto iniziale tutto viene sfumato, reso più enigmatico, ma anche più profondo come se la foto rimanesse più in superficie e il quadro esplorasse in modo più efficace lo stato d’animo e il carattere…

http://www.lulu.com/shop/cristina-contilli/pittrici-nella-francia-della-belle-epoque-dalla-foto-al-ritratto-seconda-edizione/paperback/product-21245809.html

En 1804, on découvre une tentative de coup d’état contre Napoléon, qui à cette époque-là occupait le poste de premier consul. La responsabilité d’avoir organisé la conspiration est attribuée à Louis-Antoine Henri de Bourbon, dernier descendant de la famille Condé et duc D’Enghien, qui vivait en exil à Baden et qui avait été enlevé par les services secrets françaises de l’époque, à fin d’être jugé à Paris par un tribunal militaire, présidé par le général Pierre Augustin Hulin. Le duc se proclamera toujours innocent, mais il sera quand même condamné à l’exécution. «Le Port de Calais » est une reconstitution de l’événement, présentée par un point de vue insolite, celui du comte Alain De Soissons, colonel de la Marine Française et cousin du duc D’Enghien, qui ne sera pas impliqué directement dans le procès, mais qui pourrait avoir eu, dans l’événement, un rôle plus marquant de ce qu’on avait cru jusqu’ici.

Questa pubblicazione d’arte sintetica, ma curata nei dettagli mette a confronto foto e ritratti per vedere quanto della foto sia passato senza significative varianti poi nei quadri e quanto c’è stato invece di rielaborazione nel confronto tra queste due forme d’arte (fotografia e pittura che dagli anni ’60 dell’800 iniziano a confrontarsi, arricchirsi a vicenda e, talvolta, anche entrare in competizione tra loro). Per esempio, nel caso della pittrice Marie Adrien Lavieille c’è una corrispondenza quasi perfetta di impostazione e di stile tra il suo cdv photo e il suo autoritratto, mentre nel caso della pittrice impressionista Berthe Morisot si nota l’intenso lavorio di Edouard Manet dove rispetto alla foto iniziale tutto viene sfumato, reso più enigmatico, ma anche più profondo come se la foto rimanesse più in superficie e il quadro esplorasse in modo più efficace lo stato d’animo e il carattere della persona ritratta.

http://www.lulu.com/shop/cristina-contilli/pittrici-nella-francia-della-belle-epoque-dalla-foto-al-ritratto/paperback/product-21176130.html

Pubblicato da: juliette1804 | agosto 14, 2013

La nuova edizione di “Tempeste nel silenzio”

Cristina è in grado di scrivere (e questo romanzo non è da meno) libri che racchiudono sia la precisione dei saggi che la magia dei romanzi. In questo in particolare racconta i dubbi e i problemi amorosi, ma non solo, di Silvio Pellico, portando il lettore a conoscenza di fasi e sfumature poco conosciute della sua vita. Consigliato agli appassionati di storia. (Dalla Recensione Della Scrittrice Irene Zanetti)

Silvio Pellico è un personaggio che non mi ha mai attratta più di tanto, forse anche perché nessuno, a scuola, ha mai speso una parola su di lui. Non saprei dire, ma ciò che so con esattezza è che questo libro mi ha portata a ricredermi. E’ stato il mio primo approccio a Pellico e il mio secondo a Cristina Contilli, una scrittrice alla quale bisogna riconoscere un grande merito: quello di saper rendere la Storia una materia fruibile per tutti con una prosa semplice ed elegante, mai noiosa o pedante. A facilitare la lettura, poi, ci sono le immagini, le testimonianze, le lettere (ho apprezzato l’idea di riportare del materiale in lingua originale) che danno a chi legge la sensazione di condurre una ricerca in prima persona. I miei complimenti a Cristina e un grazie perché mi ha permesso di leggere questa sua opera.

http://www.anobii.com/books/Tempeste_nel_silenzio/9781291239812/01c6d82bd297b52f99/

Uno dei migliori libri della Contilli, in assoluto. L’autrice ha svolto delle ricerche davvero approfondite per affrontare la storia di Camille Claudel e del suo amante. Sono rimasta davvero affascinata e sinceramente colpita dalla mole di informazioni che sono state riportate nel romanzo, corredato da splendide fotografie dell’epoca, che io personalmente apprezzo sempre molto. Il romanzo si legge in fretta, non è mai noioso, anzi, spinge il lettore a voler proseguire con la lettura per capire come andrà avanti la storia. Ciò che questo romanzo mi ha lasciato, è anche un grande senso di tristezza per la vita svolta dalla famosa scultrice che, a mio parere, non è stata capita ed è stata così allontanata dalla famiglia, che l’ha rinchiusa in un “manicomio” dell’epoca. Dobbiamo ricordare che tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, la sperimentazione psichiatrica stava facendo passi notevoli, però molto spesso venivano rinchiusi in questi istituti uomini e donne senza grosse difficoltà, solo per sperimentare su di loro tecniche nuove di psicoterapia o nuovi farmaci. E questo, a mio parere, è in parte successo anche alla protagonista del libro. Una storia forte, intensa, emozionante, di cui consiglio a tutti la lettura, venata da un sottile erotismo, caratteristica peculiare dell’autrice. Bello!

http://www.amazon.it/Camille-Emile-Primo-Nuova-edizione/dp/1470976641/ref=sr_1_39?ie=UTF8&qid=1368209294&sr=8-39&keywords=contilli+cristina

Ancora una volta, in questa sua corposa e importante opera, la scrittrice Cristina Contilli, ispirata dalle lettere di Silvio Pellico, delle quali si è a lungo occupata, ci conduce nell’Italia del Risorgimento, dove le passioni politiche si intersecano con le storie personali, altrettanto appassionate e appassionanti.
In una Milano scossa da fermenti rivoluzionari, per lo più segreti, nasce l’amore fra Monsignor Ludovico Di Breme e la giovanissima attrice Carlotta Marchionni, amore che conoscerà periodi intensi e lontananze, dovute sia all’esilio di lui, che ai viaggi di lei, conseguenti al suo lavoro di brillante attrice, la passione dei primi incontri, la tenerezza e la dedizione di Carlotta, soprattutto nella lunga fase della malattia di Ludovico, i sensi di colpa di un sacerdote, che nello stile di vita, ben poco rispecchiava la sua condizione religiosa e che con le proprie idee liberali e rivoluzionarie, oltre a rischiare il carcere, era in netto contrasto con la sua nobile famiglia e con la Chiesa e soprattutto la clandestinità, almeno apparente, in un ambiente falsamente pudico.
Nel racconto degli eventi umani e politici, Cristina Contilli, attraverso la voce della protagonista, in forma di diario, utilizzando la sua ormai affermata e confermata capacità di trarre dalla storia, le storie dei suoi personaggi, romanzandone il cammino personale, ma ambientandole nella perfetta narrazione del contesto storico in cui si sono svolte, ci conduce in questa tormentata e difficile vicenda, nata da un incontro burrascoso fra l’attrice, una delle più famose e conosciute dell’epoca, e colui che ne aveva criticato le capacità, subito trasformatosi in un ammiratore, che soltanto in lei vedeva la protagonista ideale delle sue tragedie.
Per amore di Ludovico, Carlotta affronterà l’insuccesso, si negherà un’esistenza normale, vissuta alla luce del sole, soffrirà di gelosia per il passato, in quanto Monsignore non era certo dedito alla vita sacerdotale, (scelta quasi obbligata la sua, in quanto figlio minore di una famiglia nobile), ma a quella di un amante e di uno scrittore di teatro, sopporterà i malumori di lui, causati sia dalle sue precarie e poi gravi condizioni di salute, sia dall’insoddisfazione per non poter, o non voler, manifestare la sua vera indole di uomo e patriota, mentre i suoi amici sopportavano il carcere duro, e i suoi sensi di colpa per il continuo infrangere i voti cui era legato dalla sua condizione, il suo continuo ritrarsi di fronte alla più coraggiosa e aperta manifestazione affettiva di Carlotta, sia nell’intimità, che di fronte agli altri, per poi “ricadere” nella passione, subito seguita dal pentimento, almeno a parole, in un’altalena di fughe e riavvicinamenti, non certo facili da condividere, dovuti certo anche al suo impegno nel crescere i figli del fratello, deceduto in un tragico incidente.
Non soltanto, ma durante la vita parigina, lei diventerà a tutti gli effetti la sua infermiera, sia per salvare le apparenze, che per necessità, soprattutto per la preoccupazione verso l’aggravarsi della malattia, per potergli stare vicino, abbandonando così, seppure temporaneamente, il teatro, ignorando la decadenza fisica dovuta alla tisi, e vivrà nel dubbio sulla verità circa i suoi rapporti con la contessa Anna Porro, morta improvvisamente, mentre era in attesa di un figlio, che le voci attribuivano a Monsignor di Breme, il quale avrebbe costretto l’amante a liberarsene, bevendo un infuso rivelatosi letale, circostanza da lui sempre negata e smentita anche dai buoni rapporti fra il vedovo e Ludovico, che raccomanderà al Conte Porro l’amico Silvio Pellico, che diventerà il precettore dei figli.
Il conte Di Breme, alla fine, dimostrerà il suo coraggio verso le imposizioni esterne e il suo contrasto con la Chiesa Cattolica, avversa ai patrioti, convertendosi al Calvinismo, emigrando in Svizzera e sposando, sempre in segreto, la sua Carlottina, come amava chiamarla.
E lei lo seguirà, seppure per brevi periodi, soffrendo per la vita di povertà, cui lo costringeva questa scelta estrema, lui che era vissuto negli agi e nel ricco palazzo di famiglia.
La storia di Ludovico e Carlotta si intreccia con quella dei loro amici, Silvio Pellico e Pietro Maroncelli (che avrebbe voluto sposarla, essendone innamorato, ma cui lei rinunciò proprio per l’amore che nutriva per Monsignore, che sarà geloso non soltanto di lui, ma dei numerosi ammiratori e pretendenti della brava attrice, che sapeva suscitare grandi sentimenti, pur essendo tutt’altro che procace, come molte sue colleghe).
Carlotta Marchionni aveva portato al successo la tragedia della “Francesca da Rimini” composta dal Pellico ed era stata così coraggiosa da recitarne i versi sotto le finestre della prigione veneziana dei Piombi, dove lui e i suoi compagni erano detenuti, prima di essere trasferiti allo Spielberg, assieme alla cugina e stimata attrice, oltre che amata in gioventù da Silvio Pellico, Gegia Marchionni e soprattutto di affrontare il tanto discusso, anche a posteriori, giudice Antonio Salvotti, per cercare di salvare i Carbonari dalla pena di morte, che verrà loro inflitta, per poi essere commutata in molti anni di carcere duro.
Monsignore Ludovico di Breme, coinvolto nelle vicende della Carboneria, redattore del giornale: “Il Conciliatore”, diretto dal Pellico e tanto avversato dagli Austriaci, condannato dalla Chiesa per aver rifiutato di prestare giuramento di fedeltà a Carlo Felice, il re che sconfesserà le innovazioni apportate dal reggente, durante la sua assenza e che consegnerà Torino alle truppe austriache, punito per la sua vita insolita, sia con temporanei allontanamenti nell’Abbazia di Novalesa, che con la carica di cappellano dell’Ospedale Militare di Torino, morirà a soli quarant’anni di tubercolosi, malattia allora fatale, curata con salassi, per evitare, si diceva, le emorragie, che finivano per indebolire ulteriormente il malato, provocandogli anche delle ferite e delle sofferenze, per il metodo usato per praticarli, ovvero le sanguisughe.
Carlotta, che gli sopravviverà a lungo, si comporterà per molti anni come una vedova, senza altri affetti, nel ricordo di Ludovico.
Alla fine del libro, la Contilli, con la abituale completezza e con la sua assoluta precisione, documenta gli avvenimenti storici e riporta le biografie dei personaggi dell’epoca, come Carlo Felice, Carlo Alberto, gli stessi Pellico e Maroncelli, Confalonieri, il Principe Emanuele dalla Cisterna, cugino di Ludovico e patriota, Sthendal, oltre a quella dei protagonisti del suo libro e delle loro famiglie d’origine.
Ci troviamo certamente di fronte a un’opera intensa e avvincente della scrittrice Cristina Contilli, che mai smentisce le sue capacità di narratrice e di ricercatrice storica.

Mariateresa Biasion Martinelli

Pubblicato da: juliette1804 | aprile 14, 2013

In arrivo la versione francese de “Il porto di Calais”

En 1804, on découvre une tentative de coup d’état contre Napoléon, qui à cette époque-là occupait le poste de premier consul. La responsabilité d’avoir organisé la conspiration est attribuée à Louis-Antoine Henri de Bourbon, dernier descendant de la famille Condé et duc D’Enghien, qui vivait en exil à Baden et qui avait été enlevé par les services secrets françaises de l’époque, à fin d’être jugé à Paris par un tribunal militaire, présidé par le général Pierre Augustin Hulin. Le duc se proclamera toujours innocent, mais il sera quand même condamné à l’exécution. «Le Port de Calais » est une reconstitution de l’événement, présentée par un point de vue insolite, celui du comte Alain De Soissons, colonel de la Marine Française et cousin du duc D’Enghien, qui ne sera pas impliqué directement dans le procès, mais qui pourrait avoir eu, dans l’événement, un rôle plus marquant de ce qu’on avait cru jusqu’ici.

http://www.amazon.it/Le-Port-Calais-Amours-Conspirations/dp/1291361235/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1365963502&sr=8-5&keywords=contilli+cristina

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